ARTICOLI > SEPTEMBER TO DISMEMBER 3

Nel 2008 partivo alla volta del mio Piemonte, approfittando della mia visita programmata a casa dei miei genitori per andare a vedere la seconda edizione del September To Dismember. A essere sincero non ricordavo (e non ricordo tuttora) di aver mai sentito parlare della prima, ma quel che è importante è che quella sera ebbi la fortuna di conoscere gente che oggi posso chiamare amici e di godermi grande musica insieme a vecchi e nuovi compagni di rumore.
Quest'anno non potevo mancare al richiamo, quindi la partecipazione a quello che si può definire l'unico vero festival grind in Italia era già più che programmata. La location era indubbiamente più scomoda per me, Bologna, ma l'annuncio dei Ghoul come headliner mi fece cliccare senza esitazione sulla prenotazione per l'Intercity.
Il Lazzaretto Occupato mi era nuovo, ma l'odio nei suoi confronti da parte dei peggiori fighetti poseroni della scena emiliana non poteva non farmelo apprezzare a priori.
Giungo al concerto poco prima delle 20:00 e, dopo aver ritrovato il mio compagno di sventura Zenn, mi fiondo sulle distro per dare fondo alle mie magrissime finanze. La serie di banchetti, personaggi e pseudoicone presenti al Lazzaretto non è assolutamente da trascurare o di secondo piano, visto che sono il simbolo e la spina dorsale di una scena che riesce a dimostrarsi continuamente e infinitamente valida.
Puntuali con la scaletta iniziano i toscani Carlos Dunga. La loro proposta è un fastcore d'impatto e cattivo, con tematiche legate al calcio e alla nazionale verde-oro. L'energia è molta, il cantante gira spesso nel pit cercando di scatenare i presenti. Purtroppo l'orario non proprio favorevole, la scarsa quantità di persone sotto palco mentre la maggior parte spulcia le distro fanno sì che la performance dei ragazzi invasati di "calcino" venga un po' persa. La loro prova è stata comunque valida, con il picco di apprezzamento nella cover di "S'Inkazza” degli 883. Se non è attitudine questa...
Alcune problematiche tecniche si mettono contro il cambio palco e la performance dei Repulsione slitta di quasi un'ora, incombenza che obbliga i Suppurated a suonare a fine serata, onde evitare di sfasare tutta la scaletta
Il gruppo bolognese trascina la folla con il suo powerviolence con doppio basso e si guadagna un notevole apprezzamento da parte dei presenti. Nonostante la loro proposta possa risultare ostica per l'assenza di una chitarra, la ricetta Repulsione non delude e mantiene tutte le aspettative. La band non è assolutamente di primo pelo e, nonostante la bassa posizione in scaletta, si porta a casa un ottimo risultato sia per quel che riguarda la performance che il successo di pubblico.
Purtroppo dopo il quartetto bolognese la mia fame di dischi mi spingerà per la periferia del capoluogo in cerca di un bancomat, culminata nella fantastica frase "Credito non disponibile" che mi ha catapultato nello scoramento più completo. Questo fallimento personale mi terrà lontano dal fest, facendomi perdere gli ED e la quasi totalità dello show dei Jilted, sui quali quindi non mi esprimerò.
Il cambio palco dei Birdflesh permette ai presenti di prendere un po' il fiato e di iniziare ad accalcarsi verso lo stage. Il gruppo svedese non è assolutamente nelle mie preferenze, ma va obiettivamente detto che sono riusciti a tirar fuori una performance maiuscola, trascinante e decisamente valida. I costumi e le demenzialità varie strappano sorrisi e non rendono meno furioso il pogo nel pit, con tanto di aste dei microfoni che volano da ogni parte e vengono strappate via dallo stage. I Birdflesh gradiscono e, anche se spesso mutilati della voce, non perdono colpi e creano un ottimo rapporto con il pubblico. Veloci, cattivi e divertenti, decisamente un ottimo live.
Ed ora, signore e signori, è il momento dei Ghoul. Il gruppo americano si colloca beatamente nella mia Top 5 assoluta e il poterli finalmente vedere dal vivo era un appuntamento imprescindibile. La premessa importante che mi sento di fare e che sarà il mio punto di interesse maggiore durante il live si può riassumere in un nome : Dino Sommese.
Su disco la differenza di stile che è intercorsa nello scambio di drummer tra Raul Varela e Sommese si è concretizzata in un sound più thrash e lineare. In fondo vuol dire passare da un batterista deathgrind tentacolare a uno dei capisaldi della batteria crust. In sede live il nuovo drummer (che, va ricordato, ha giusto pestato dietro le pelli di gruppetti come Dystopia e Phobia) si è rivelato essere una macchina da guerra, perennemente piegato in due sul rullante a picchiare tempi semplici ma assassini, con doppie rullate micidiali.
Il gig inizia con "Into The Catacombs", l'intro dell'ultimo Splatterthrash ed è subito dimostrazione di stile. Sean Mc Grath alias Digestor e Ross Sewage alias Cremator sono come un suol uomo, coadiuvati dal già citato Dino Sommese (nei panni di Fermentor) e da un guest alla chitarra (Dissector). Le qualità tecniche del gruppo non si discutono e la loro musica trascinante unita ai classici costumi di scena fungono da solida base per un show che si rivelerà unico. Inizialmente solo io e il buon Zenn ci esaltiamo sotto il palco, ma pian piano il loro splatterthrash guadagni adepti, fino ad esplodere in "As Your Casket Closes". La magia si compie. Un gruppo death/thrash che crea una violenza disarmante nel pit, in un convulso aggrovigliarsi di braccia, gambe, sudore, birra (lanciata bellamente da Sommese) e tanta, tanta polvere in cui si trovano grindster, crust, punk, deathster, thrashers.
Non è l'Unione Europea ad abbattere i confini, sono i Ghoul a farlo.
Non sbagliano un colpo, negli intermezzi divertono e scatenano una violenza inaudita quando scattano classici senza tempo come "Numbskull" e "Mutant Mutilator". Non manca il tributo all'Italia con la versione blasfema di "Merde!" e chicche come la vecchissima "Graveyard Mosh". I Ghoul non mancano di proporre la recentissima "Roadkill" e un pezzo nuovo di cui però non sono riuscito a capire il titolo. Dopo averci nominato tutti Numbskulls Ross Sewage e soci chiudono il set con, se l'orecchio non mi inganna, "Kill Miss America" dei Frankenstein Drag Queen trasformata in "Kill Children In America".
Che dire? Insieme ai Church Of Misery i Ghoul mi han regalato lo show migliore di quest'anno, peraltro arricchito dal fatto di essersi rivelati persone simpaticissime e alla mano, visto che hanno voluto perdere tempo a chiaccherare amabilmente prima del concerto.
Se vi capita di averli vicino a suonare non fateveli scappare.
Chiudo citando la loro "Splatterthrash", che da sola potrebbe fare da report al live dei Ghoul :
Nightfall, and you head to the show
A ticket is clutched in your hand
Wearing a vest made of denim
With patches of your favorite bands
You get to the club
And the first band is totally lame
These posers are into the nu-school
They have t-i-o-n in their name!
Our riffs decapitate them, our solos shred their skin
My drums obliterate them, let the massacre begin!!!
Up from the pit
We launch an assault on the stage
Hatchets are buried in craniums
In a frenzy of psychotic rage
Killing machines
Necks are all broken and slashed
We came here to conquer, we came here to rule
WE CAME HERE TO SPLATTERTHRASH!!!!!
Our riffs decapitate them, our solos shred their skin
My drums obliterate them, let the massacre begin!!!
SPLATTERTHRASH!!! BANG YOUR FUCKING HEAD!!!
SPLATTERTHRASH!!! SLAY THE LIVING, EAT THE DEAD!!!
SPLATTERTHRASH!!! MOSHING LIKE A FOOL!!!
SPLATTERTHRASH!!! LIVE FOR METAL, DIE FOR GHOUL!!!
End of the show
And on to the next shitty dive
The scenesters who got on the guest list
Paid with their poserish lives
But you survived
Your metal turned out to be True
You slammed in the pit and you didn't take shit
A Numbskull, through and through
Our riffs decapitate them, our solos shred their skin
My drums obliterate them, let the massacre begin!!!
P.s. Purtroppo impegni e imprevisti logistici mi hanno mutilato la serata e la seconfa giornata del fest…sappiate però che da quello che mi è stato detto la delusione non è mai aleggiata al Lazzaretto quell weekend.






