RECENSIONI > Agathocles - Obey Their Rules
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Tracklist:
01. My Eve Of Destruction; 02. Blue Blood Dummies; 03. Another Grey Brick; 04. Obey Their Rules; 05. Copyleft; 06. Law And Order; 07. A Broken Mess; 08. Fed Up & Angry; 09. Share Welfare; 10. Aside; 11. Shooting Metal Up The Sky |
2007, gli Agathocles registrano i pezzi che finiranno sul lato A di Obey Their Rules, sei canzoni veloci, furiose. Non finiranno nella setlist storica della band, ma saranno sicuramente una componente solida e inattaccabile di qualche split di successo. Il sound viene arricchito dal gusto per il noisecore del neoarrivato bassista Tony Schepkens, appassionato e talentuoso deus ex machina dei (soon to be) leggendari Permanent Death.
Luglio 2008, gli Agathocles, oramai lanciati a rotta di collo verso un punto decisamente basso della loro carriera incidono l’ennesima serie di brani con Jan alla chitarra, ma decidono di tirare un po’ il freno andando a puntare un po’ di più sull’introspezione e sul confronto con se stessi. Manca ancora la voce.
Agosto 2008, Tony Schepkens si impicca nel suo appartamento.
Ottobre 2008, Jan registra una serie di linee vocali drammatiche e pregne di rabbia e dolore per l’amico scomparso. Comporranno il lato B di Obey Their Rules.
Dicembre 2008, gli Agathocles sfornano Grind Is Protest, ideologicamente inattaccabile, musicalmente il full lenght più scarso della ventennale carriera della band di Mol. Sterilità compositiva e lutti, un 2008 da dimenticare.
Novembre 2009, la State-Fucker ripesca le due su citate sessions e pubblica Obey Their Rules, vinile che mette a confronto la faccia più smaccatamente grind e quella più oscura degli Agathocles. Dopo un anno di purgatorio gli AGx tornano in vetta.
Un disco solido, compatto, stilisticamente perfetto e con un’alternarsi di violenza e puro sentimento micidiale.
“Aside” ha forse uno dei testi più belli scritti da Jan e il sentire il basso di Tony massacrare le note ancora una volta fa stringere il cuore.
Un tributo alla musica che amiamo, un tributo a un ragazzo che se n’è andato troppo presto, un tributo alla band che ha dato al grindcore più di chiunque altro.
Signore e signori, se non state mandando una mail a qualche distro per acquistarlo, avete sbagliato ascolti.
Concludo come ho iniziato, con un disco che adoro. Obey Their Rules sarà il protagonista della mia ultima recensione come staffer di On The Road e vorrei salutare e ringraziare tutti quelli che mi hanno fatto i complimenti e mi hanno insultato, quelli che hanno letto, quelli che sono passati oltre e quelli che mi hanno scritto. Voglio ringraziare poi tutti i miei AMICI e colleghi staffer, che mi hanno dato tanto e che mi hanno permesso di crescere come non mai, grazie per due anni fantastici.
Vorrei lasciare tutti con un pensiero : date il cuore per la musica che vi piace, supportate quella che merita e criticate, CRITICATE quando qualcosa non vi va a genio o non funziona. La scena si crea con il confronto, non facendo i ruffiani.
FUCK MUSIC, ONLY NOISE IS REAL, BLEH!
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