RECENSIONI > Between the Buried and Me - The Great Misdirect
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Tracklist:
1. Mirrors; 2. Obfuscation; 3. Disease, Injury, Madness; 4. Fossil Genera - A Feed from Cloud Mountain ; 5. Desert of Song ; 6. Swim to the Moon; |
I Between the Buried and Me tornano con il loro quinto album, e lo fanno in maniera molto ambiziosa dando vita ad un lavoro complesso, vasto e senza dubbio non immediato.
In quasi sessanta minuti di musica vengono infatti incanalati elementi provenienti dal metalcore e dal progressive principalmente, ma anche dal deathcore/death metal, dal thrash e dal jazz, creando una miscela intricata di atmosfere e sonorità davvero non comuni nel panorama metal. Il tutto espresso da una produzione che come ci si aspetta è estremamente pulita, definita e potente, con un mix unito e compatto nel quale nessun strumento ne esce sacrificato.
Fin dalla prime note di "Mirrors" il vestito dell'album si presenta molto melodico e luminoso, sia nelle parti più veloci che in quelle più aperte, a volte oscillando pericolosamente sullo stucchevole, ma senza mai cadervi completamente. L'elemento più presente rimane quello metalcore, suonato qui alla sua massima chirurgicità, e ben rappresentato dalla prima parte di "Disease, Injury, Madness", ma si tratta di un trampolino verso escursioni musicali estremamente differenti tra loro e che spaziano dai Dream Theather ai Pink Floyd. La voce di Tommy Rogers, a parte le sezioni cantate con un pulito espressivo e molto personale, è l'elemento che più di tutto lega ancora la band al metalcore, con un timbro abusato e non pienamente all'altezza della varietà musicale proposta dal resto dei membri della band.
Ad eccezione dell'incipit "Mirrors" e della riposata "Desert of Song", tutti i brani sono, in tipico stile progressive, molto lunghi, quasi delle suite compresse in un'unica traccia. La summa di questo lavoro monumentale di composizione è rappresentata dalla traccia finale "Swim to the Moon" (quasi 18 minuti!): dopo un inizio di ispirazione chiaramente King Crimson non vi è atmosfera o sottogenere che sfugga all'intento fagocitatorio dei cinque musicisti. Si sentono brevissimi richiami anche ai The Dillinger Escape Plan ed a Mike Patton, e nella seconda parte del brano, all'energia improvvisatrice delle band progressive rock anni Settanta. Tutte le sezioni del brano appaiono ben miscelate (caratteristica comune anche alle altre canzoni dell'album) conducendo l'ascoltatore in sonorità sempre diverse ma allo stesso tempo scongiurando l'effetto copia e incolla tipico di molte band sperimentali.
Cosa però non rende questo album così ambizioso un lavoro perfetto e sublime?
Promuovendo completamente tutte le parti sprimentali dell'album, sicuramente le più interessanti e meglio riuscite, tutto ciò che è più tipicamente metalcore suona a tratti quasi come una zavorra compositiva alla libertà di espressione della band. Come se ciò non bastasse questi passaggi sono accompagnati da una voce che oscillando in un medio scream/growl non riesce ad essere nè espressiva, nè emotivo, cadendo nel vicolo cieco dell'anonimato. Infine, stupisce che musicisti di tale calibro a volte tocchino armonie così solari e mielose da rischiare di cadere nel trionfalismo del power metal.
Allo stesso tempo però, in un mercato musicale fatto di immediatezza, di tracce catchy e di ascolti facilmente digeribili non possiamo non apprezzare lo sforzo creativo, esplorativo e compositivo (soprattutto chitarristico) di questa originale band.
Acquistando "The Great Misdirect" avrete davvero un'infinità di materiale da discernere ed assimilare, impossibile pentirsi dell'acquisto fatto.
Consiglio anche: Between The Buried and Me, Dream Theather, King Crimson








