RECENSIONI > Mind Your Head - Revenge
Etichetta: Autoprodotti (2009)
Website:
www.myspace.com/myndyourheadhc
Voto: 7
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Tracklist:
1. Intro; ; 2. Pray for your fail; ; 3. Ocean pt. 2; ; 4. In front of the...; ; 5. The last day (Revenge); |
Arroganza, grinta e delicatezza.
I Mind Your Head sperimentano un ottimo mix di elementi sfornando un hardcore/metalcore dal risultato finale d' impatto e diretto, ma contemporaneamente dalle sonorità moderate di conseguenza adatte ad un pubblico più vasto.
I pezzi propongono una miscela degli elementi classici dei due generi portanti su cui si basano le composizioni, si va quindi dagli immancabili 2-step ai più duri breakdown, passando per ritornelli (pseudo)melodici e sfuriate hardcore dai ritmi serrati e frenetici.
Arroganza, grinta e delicatezza.
Il disco è composto da 5 tracce dalla breve durata (15 minuti di musica complessiva) tutte di buon livello, anche se alla lunga portano necessariamente (e non smetterò mai di dirlo) a quello che è il problema dei gruppi hardcore moderni: la noia.
Il songwriting è efficace, i ragazzi danno dimostrazione di avere attitudine e predisposizione per il genere, ma manca quel punto in più (che potrebbero sicuramente guadagnare con il passare del tempo) per emergere dalla massa omogenea di chi va a comporre il genere.
Le potenzialità ci sono tutte, anche l' idea stessa di non buttarsi su un metalcore o hardcore melodico basilare per miscelare insieme i due generi, seppur possa sembrare banale, risulta essere piuttosto vincente.
Per la parte strumentale, chitarre e batteria si attengono agli schemi spostando l'accento da parti più punk ad altre più metal, raggiungendo all'interno dei limiti soluzioni piuttosto interessanti. Degna di nota è la prestazione del giovane cantante Jiang, il quale dimostra la sua competenza tanto nei ritornelli melodici in pieno stile metalcore quanto in parti più "sporche" e graffiate, ed infine nello scream/growl arrogante che ricorda non vagamente Oliver dei Bring Me The Horizon in "Suicide Season".
Il pezzo chiave dell' EP risulta essere l' ultima traccia "Last Day (Revenge)", in cui la capacità della band di trattare, rielaborare e reiventare il genere raggiunge l'apice, dando vita ad un pezzo dannatamente orecchiabile e che, al contempo, risulta adrenalinico ed energico.
Concludo dicendo che la strada da percorrere per questi giovani ragazzi è tanta e non in discesa, ma diciamo che hanno tutte le buone premesse per percorrerla a passi da gigante.
I Mind Your Head sperimentano un ottimo mix di elementi sfornando un hardcore/metalcore dal risultato finale d' impatto e diretto, ma contemporaneamente dalle sonorità moderate di conseguenza adatte ad un pubblico più vasto.
I pezzi propongono una miscela degli elementi classici dei due generi portanti su cui si basano le composizioni, si va quindi dagli immancabili 2-step ai più duri breakdown, passando per ritornelli (pseudo)melodici e sfuriate hardcore dai ritmi serrati e frenetici.
Arroganza, grinta e delicatezza.
Il disco è composto da 5 tracce dalla breve durata (15 minuti di musica complessiva) tutte di buon livello, anche se alla lunga portano necessariamente (e non smetterò mai di dirlo) a quello che è il problema dei gruppi hardcore moderni: la noia.
Il songwriting è efficace, i ragazzi danno dimostrazione di avere attitudine e predisposizione per il genere, ma manca quel punto in più (che potrebbero sicuramente guadagnare con il passare del tempo) per emergere dalla massa omogenea di chi va a comporre il genere.
Le potenzialità ci sono tutte, anche l' idea stessa di non buttarsi su un metalcore o hardcore melodico basilare per miscelare insieme i due generi, seppur possa sembrare banale, risulta essere piuttosto vincente.
Per la parte strumentale, chitarre e batteria si attengono agli schemi spostando l'accento da parti più punk ad altre più metal, raggiungendo all'interno dei limiti soluzioni piuttosto interessanti. Degna di nota è la prestazione del giovane cantante Jiang, il quale dimostra la sua competenza tanto nei ritornelli melodici in pieno stile metalcore quanto in parti più "sporche" e graffiate, ed infine nello scream/growl arrogante che ricorda non vagamente Oliver dei Bring Me The Horizon in "Suicide Season".
Il pezzo chiave dell' EP risulta essere l' ultima traccia "Last Day (Revenge)", in cui la capacità della band di trattare, rielaborare e reiventare il genere raggiunge l'apice, dando vita ad un pezzo dannatamente orecchiabile e che, al contempo, risulta adrenalinico ed energico.
Concludo dicendo che la strada da percorrere per questi giovani ragazzi è tanta e non in discesa, ma diciamo che hanno tutte le buone premesse per percorrerla a passi da gigante.
Consiglio anche: Comeback Kid, A Wilhelm Scream.








