Tau Cross > Pillar Of Fire

(Parzialmente) liberi dal passato, tra Amebix, Voivod, Misery e War/Plague, i Tau Cross sono “supergruppo” solo per definizione. Pillar of Fire, seconda outing dopo l’omonimo datato 2015, è superamento ed evoluzione in tutti i sensi. La genuinità normalmente tipica di band “fresche” è ben presente e gradita, ottenuta tra l’altro senza sacrificare le ben accette…

Convulsif > IV

Vi sono dischi che già dalla copertina hanno palesato tutto il possibile. Sarà capitato spesso anche a voi di vedere una copertina, bella o brutta che sia, gettarvi nell’ascolto del disco in questione e rimanere delusi non tanto per la qualità intrinseca della musica stessa ma per l’odioso pensiero del tipo “Ecco, immaginavo fosse così”.…

Ashes of Nowhere > Emptiness

Gli Ashes of Nowhere sono un duo di Udine (a quanto pare uno si occupa della parte cantata e uno di quella strumentale) che l’anno scorso hanno fatto uscire questo disco, un’interessante autoproduzione che ci è sfuggita, ma siamo qui per rimediare. Le sette tracce di Emptiness vanno dai sei minuti e mezzo ai dieci…

Sunpocrisy > Eyegasm, Hallelujah!

Seconda opera per i bresciani Sunpocrisy, campioni nostrani di un death-prog assai evoluto che gioca tra melodie che ricordano i tedeschi The Ocean – quelli della prima parte di carriera, perlomeno – ed il post-rock barocco, coltissimo dei Red Sparowes; nei momenti più marziali, persino i Gojira. Queste le coordinate principali di Eyegasm, Hallelujah!, seconda…

Abhorrent > Intransigence

Intrasigence è l’esordio sulla lunga distanza degli Abhorrent, che arriva a seguito di un solo demo nel 2007. Essersi concessi tanto tempo per registrare il proprio esordio ha dato i suoi frutti, poiché si riscontra poco o nulla da criticare a questo disco. Marlon Friday, master-mind del progetto, è qui affiancato da nomi di punta…

Ghost Bath > Moonlover

Per approcciarsi a questo disco le parole d’ordine sono solitudine e depressione. Moonlover è il secondo album del quintetto americano Ghost Bath. Il loro sound è racchiuso all’interno dello stile definito “post-black metal”: in particolare, i Ghost Bath attingono principalmente al cosiddetto ramo blackgaze, portato in auge ad inizio anni ’10 da gruppi come Alcest,…

Avulsed > Altar of Disembowelement

La Spagna: la corrida, la sangria, la paella, il Real Madrid…e la violenza sonora! Scherzi a parte, il paese iberico è senza dubbio sede di una notevole ed energica scena musicale estrema. Vari sono i nomi degni di nota (dai più famosi ai più underground) che sono riusciti a ritagliarsi il proprio spazio nell’Olimpo del…

Joep Beving > Solipsism

Il musicista crea, ed in quanto tale è responsabile della creazione di un piccolo mondo percepito solo da lui stesso. Le influenze esterne, quali odori, colori e suoni si traducono in una personale rielaborazione fatta di note ed armonia. Il musicista è quindi creatore e progenie egli stesso, guardia del proprio sapere e prigioniero della…

Gruesome > Dimensions of Horror

A poco più di un anno dalla pubblicazione di Savage Land, uno dei migliori dischi death metal del 2015, riecco sul mercato con questo breve EP i Gruesome, lercio combo americano dedito ad un suono esplicitamente e dichiaratamente ispirato ai primi Death di Chuck Schuldiner. Il gruppo non si prende troppo sul serio e, pur…

Chaos Echœs > Transient

Progetto nato dalle ceneri dei Bloody Signs, Chaos Echœs ricorda poco del passato dei fratelli Uibo (chitarra, effetti e batteria), a suo tempo coinvolti in apocalittiche visioni black/death e qui dediti ad una personale visione dell’innovazione sonora. Dopo due EP di pregevole fattura, un demo di dubbia utilità (troppa divagazione sperimentale) ed un live i…

Carnivorous Voracity > The Impious Doctrine

A ben quattro anni di distanza dall’EP Debasement Incarnated giungono finalmente all’obiettivo del primo full length i baschi Carnivorous Voracity. La band spagnola ha dalla sua un impressionante bagaglio tecnico, che non viene risparmiato in nessuna delle dieci tracce presentate con The Impious Doctrine, album che vanta anche una delle migliori cover del 2015 nel…

Panopticon > Autumn Eternal

Tempo fa avevamo recensito Roads To The North, recente fatica dell’instancabile polistrumentista americano Austin Lunn anche conosciuto sotto il moniker Panopticon. A solo un anno di distanza dall’ultimo lavoro ci ritroviamo davanti al suo successore con la speranza di approcciarci ad una release di eguale qualità e, perché no, forte di un lavoro di lima…

Baroness > Purple

Rosso, blu, giallo, verde, Purple. Il percorso cromatico-discografico dei Baroness arriva alla sua quarta tappa, con un lavoro che ha fatto parlare di sé mesi prima dell’uscita, a causa di un singolo soft (“Chlorine & Wine”) che ha scontentato molti fan della band di Savannah. Volendo sorvolare sul refrain “Erano meglio prima”, talmente banale che…